Un prototipo per una mobilità SMART

Oggi non parliamo del nostro prototipo, ma di voi ciclisti e delle vostre (e nostre) città.
Il prototipo va collocato nello spazio, in particolare nelle nostre giornate e nelle nostre vite, allora perché non ragionare su alcune informazioni molto interessanti?
Il censimento dell’ACI di fine 2012, intitolato “Dov’è finita l’auto? Analisi di una crisi senza precedenti”, fornisce un quadro generale di quelli che sono stati i costi, le necessità e le innovazioni della mobilità dell’anno appena trascorso.
Nel corso degli ultimi anni si è diffusa una maggiore sensibilità ambientale nella scelta dei mezzi di trasporto: su 100 intervistati oltre un terzo ha dichiarato che acquisterebbe un’auto a GPL, scelta che risulterebbe ideale se non sussistessero delle reali difficoltà tecnologiche e di approvvigionamento. In ogni caso nel 2012 le vendite di auto a “trazione verde” sono raddoppiate (da 85000 nel 2011 a 168000 nel 2012), raggiungendo il 13% del totale del mercato.

L’innovazione consiste non solo nella scelta dell’auto elettrica o ibrida, ma proprio nella bicicletta, che pur essendo stato uno dei primi mezzi di spostamento, torna ad essere il modo di muoversi prediletto da molti cittadini. E questa scelta non è dovuta solo ad una maggiore sensibilità nei confronti dell’ambiente, ma la bicicletta risulta essere un modo di spostarsi che presenta molteplici vantaggi:

  • è economica, il costo è abbastanza contenuto e si limita solo all’acquisto del mezzo e alla manutenzione ordinaria, non vi sono costi di parcheggio, di carburante, di assicurazione o bollo;
  • fa guadagnare tempo, permette di arrivare a destinazione senza stare in coda o perdere ore a cercare parcheggio e soprattutto può essere parcheggiata vicino a dove siamo diretti senza il limite delle zone a traffico limitato, garantendo inoltre tempi di percorrenza certi senza incognite dovute al traffico;
  • favorisce l’attività fisica e migliora le condizioni di salute rappresentando un fattore positivo anche per la gestione della spesa sanitaria (v. questo ottimo articolo in merito) ;
  • è divertente e meno stressante del guidare l’auto;

La bicicletta sta diventando non solo un veicolo per il tempo libero, ma anche per la gestione di tutti i giorni:

  • il 35% degli automobilisti possiede o guida abitualmente la bicicletta;
  • la utilizza in media 2,4 giorni alla settimana (2,3 giorni gli uomini, 2,6 giorni le donne) percorrendo mediamente 4,5 km nei giorni feriali e 7 km nei giorni festivi;
  • gli over 65 si distinguono per un utilizzo superiore alla media sia in termini di giorni settimanali (3,3 giorni) che di km percorsi nei giorni feriali (5,9 km);
  • le occasioni prevalenti di utilizzo sono collegate, sia in città che fuori, al tempo libero e al divertimento (rispettivamente 62% e 8%);
  • gli over 65 si servono della bici in percentuale superiore alla media (61,3% rispetto ad una media totale del 37%) anche per svolgere commissioni e fare acquisti;
  • i giovani tra i 18 e i 29 anni, invece, considerano la bici un mezzo utile per spostarsi per motivi di studio/lavoro (33%) e per fare esercizio fisico (27,5%).

Nonostante, sia così utilizzata i km di pista ciclabile in Italia sono solo 3297 contro i 35000 della Germania, un ordine di grandezza in meno.
C’è ancora molto da fare per garantire una buona viabilità e sicurezza, e da un indagine sull’efficacia e la funzionalità di una pista ciclabile, basata su 6 parametri (pulizia, segnaletica, estensione, accessibilità, illuminazione, sicurezza, manutenzione) il voto medio è superiore a 5 per il nord-ovest dell’Italia, 3,5 al centro, minore di 3 al sud e nelle isole.

Tutti i segnali indicano che favorire la bicicletta e la propulsione umana in tutte le sue forme (velomobile incluso) come vettori della mobilità è la strada da seguire per migliorare la qualità della vita sotto molti punti di vista. Le politiche locali e nazionali sui trasporti devono rimettere al centro prima di tutto la mobilità dolce, efficace ed efficiente, che oltretutto decongestiona il traffico privato migliorando il funzionamento anche dei servizi di trasporto pubblico. La sensibilizzazione (all’ecologia, al risparmio energetico e all’attività fisica quotidiana) affiancata da un’opportuna incentivazione economica all’acquisto di bici e veicoli a propulsione umana in genere, sono gli strumenti a disposizione per spezzare il circolo vizioso dell’auto a ogni costo e avviare una nuova era di mobilità che sia davvero smart.

Il nostro progetto e il concetto di velomobile in genere non si propongono come alternativa alla bicicletta, bensì come ulteriore alternativa all’auto, potendo sostituirla, per la mobilità individuale, anche su percorrenze medio-lunghe e in condizioni atmosferiche non favorevoli, grazie alla carena che protegge il ciclista e ne diminuisce drasticamente la resistenza aerodinamica. E chissà quanti risponderebbero “a pedalata assistita” se l’opzione fosse presente nei sondaggi di cui sopra?