A blast of wind for TAURUS

A blast of wind for TAURUS

Il 2018 si lascia alle spalle un anno pieno di sviluppo e innovazioni  per il Team Policument. Traguardi importanti come il secondo posto mondiale ed il brevetto sulla trasmissione sono solo le estremità di un ventaglio di studi e ricerca più ampio che racchiude i settori più generali dell’ingegneria.
Uno di questi, forse quello di primaria importanza nel nostro caso, è certamente quello dell’aerodinamica.

​Nonostante l’accurata fase di progetto abbia visto più di 70 forme differenti essere disegnate, simulate e selezionate, è sempre possibile trovare un margine di evoluzione ed inoltre, se la previsione è quella di costruire un nuovo prototipo o anche solo di implementare modifiche su TAURUS, è sicuramente giunta l’ora di indagare su cosa può essere migliorato  nella forma aerodinamica della carena.
L’attrito dell’aria è un nemico invisibile ma efficace e TAURUS, prodotto di una pluriennale evoluzione della forma, è già attrezzata per combatterlo. Basti pensare che pedalando a 40 km/h su una normale bicicletta circa l’82% della potenza totale dissipata (circa 247 W su 302 W totali) è persa in resistenze aerodinamiche, mentre su TAURUS a 40 km/h le perdite aerodinamiche non arrivano ad essere neanche il 20% delle perdite totali, circa 12 W su 61 W totali persi. Per avere l’equivalente 82% di perdite aerodinamiche su TAURUS sarebbe necessario pedalare a più di 350 km/h!

​L’obiettivo non può dunque non essere la minimizzazione della resistenza, ovvero la creazione di un design che garantisca laminarità ed eviti ancor di più il distacco del flusso nella zona di coda.
Il livello di sviluppo dei prototipi di punta del WHPSC richiede delle procedure prudenti e razionali quando si tratta di progettare qualcosa di nuovo. Per questo motivo il Team ha scelto di investire in una serie di test in galleria del vento, attività che permette un riscontro visivo immediato di eventuali distacchi o turbolenze sulla carena e fornisce dati fondamentali per validare o correggere il modello impiegato nelle simulazioni CFD. 

​Durante il primo test, effettuato a Dicembre presso la galleria del vento Pininfarina (TO), TAURUS è stata ripetutamente testata a differenti velocità, dai 30 fino ai 140 km/h; questa procedura ha permesso di rilevare visivamente (attraverso un pattern di fili di lana) alcune turbolenze sulla parte di coda del veicolo e di raccogliere numerosi dati su pressioni, momenti e drag, che ora saranno utilizzati per calibrare al meglio il modello CFD. 

Con queste preziose informazioni alla mano il gruppo di Aerodinamica ha potuto constatare come il prototipo veda un leggero ma non trascurabile aumento di Cd (Drag Coefficient), e dunque della propria resistenza, dopo i 120 km/h circa, comportamento da non sottovalutare e anzi da tener d’occhio, considerato che la velocità minima necessaria per un nuovo ipotetico record è superiore ai 126 km/h .  A questo punto si apre una fase di raccolta idee per il Team che sta in questo periodo valutando possibili soluzioni da implementare sulla già esistente carena di TAURUS o da prendere come spunto per un eventuale nuovo prototipo.

​Quello che è certo è che il 2018 sarà un anno di duro e intenso lavoro. 

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